NELLO DIPASQUALE ELETTO ALL’ARS

Ecco i nuovi onorevoli della provincia di Ragusa:
1) On. Nello Dipasquale eletto con 7.754 preferenze (Lista Crocetta presidente)
2) On. Pippo Digiacomo eletto con 4.698 preferenze (Pd)
3) On. Giorgio Assenza eletto con 4.494 preferenze (PdL)
4) On. Orazio Ragusa eletto con 4.412 preferenze (UdC)
5) On. Vanessa Ferreri eletta con 3.407 preferenze (M5S)

Nello Dipasquale è stato il primo degli eletti con notevole scarto di voti rispetto agli altri. L’elettorato lo ha premiato e gli ha dato ancora una volta fiducia perchè si è contraddistinto per le capacità  di politico, di amministratore e di uomo che ha ampiamente dimostrato durante tutta la sua ventennale carriera politica e in particolare durante la sua sindacatura, che tanto lustro ha arrecato a Ragusa.

Rosario Crocetta è stato eletto Presidente della Regione. Sono i due obiettivi che abbiamo perseguito con tenace impegno e grande convinzione, con la certezza che per la Sicilia inizierà una fase nuova ,caratterizzata da una forte discontinuità rispetto al malgoverno di questi ultimi anni. La “rivoluzione della dignità” è cominciata già con la scelta di un Presidente antimafia, che del valore della legalità, delle istituzioni e dello Stato ha fatto da tempo la propria bandiera.

 

 

 

LE DIECI PRIORITÀ PER IL RILANCIO DELLA PROVINCIA IBLEA

A pochi giorni dal voto Nello Dipasquale ha fatto il punto della situazione presentando i punti che vanno a formare il proprio programma elettorale. “Dieci punti programmatici – ha dichiarato Dipasquale – figli di spunti condivisi con i componenti del Movimento Territorio e con i responsabili di organizzazioni di volontariato, associazioni umanitarie ed esponenti della società civile. Il mio impegno così come ho dimostrato nelle vesti di Sindaco – ha aggiunto – sarà profuso senza limitazioni, per l’ottenimento di questo angolo di Sicilia dimenticato anche da chi lo ha rappresentato fino ad ieri. Tra i punti da attuare immediatamente c’è il taglio alle indennità ed alle missioni. Adotteremo anche all’Ars le misure di rigore che hanno contraddistinto la mia gestione del comune di Ragusa. Ci batteremo per l’apertura e la funzionalità dell’aeroporto di Comiso, i collegamenti stradali (la Ragusa – Catania e la Siracusa – Gela). Ma queste non sono le uniche opere che il territorio ibleo attende. Mi riferisco al completamento e all’apertura dell’ospedale di Ragusa di cui nessuno più parla. Altro punto fondamentale sarà una riforma capace di sostenere il comparto agricolo e zootecnico. Il comparto è fermo da troppo tempi, illuso dai piccoli interventi a singhiozzo contenuti in qualche articolo nelle finanziarie. Noi crediamo che il settore necessiti di una legge precisa che impegnerà tutte le categorie. Altri punti sono la valorizzazione delle risorse umane attraverso il volontariato e l’associazionismo sportivo e culturale; l’ottimizzazione del rapporto tra la Regione e gli Enti Locali, anche tramite il patto di stabilità regionalizzato; l’utilizzo a favore del territorio delle risorse del sottosuolo; politiche a sostegno dell’eolico e del fotovoltaico e la politica di valorizzazione e promozione della tipicità con il made in sicily. Questi dieci punti rappresentano la base della nostra azione politica, una terapia d’urto da mettere in atto l’indomani del voto – conclude – per gettare le basi di una nuova stagione politica. Si tratta di punti fondamentali che abbracciano in maniera capillare tutto il territorio. Una grande sfida che mi vede coinvolto in prima persona insieme a Rosario Crocetta.”

Malafarina: “Contro la mafia Crocetta ha rischiato la vita”

Riportiamo un articolo pubblicato da LIVESICILIA che riteniamo molto importante per l’autorevolezza della testimonianza.

Malafarina: “Contro la mafia Crocetta ha rischiato la vita”
Lunedì 22 Ottobre 2012
L’ex questore candidato con Crocetta risponde alla lettera aperta della senatrice del Pdl ed e numera le battaglie contro Cosa nostra dell’ex sindaco: “Pensi ai suoi compagni di partito e la smetta di tirare per la giacca Lucia Borsellino”

“Cara Lucia.
Come vedi la tua discesa in campo a sostegno di Rosario suscita il risveglio della coscienza di qualche politico che, più o meno turbata, chiede a tutela della tua onorabilità, il certificato antimafia di Rosario Crocetta”. Lo scrive Antonio Malafarina, ex questore di Gela e attuale candidato alle Regionali con la lista Crocetta, rispondendo alla senatrice del Pdl Simona Vicari.”Avrai visto quello che scrivevo nel marzo 2003; pensando da poliziotto, affermavo che avrei indagato anche su Crocetta perché conosceva tale Celona e, visto che il tizio era mafioso, volevo capirne il perché senza fare sconti a nessuno. Emerse – prosegue Malafarina – che tra i due c’erano stati occasionali rapporti; nel frattempo Celona, sollecitato proprio da Rosario Crocetta, iniziava a collaborare con la giustizia e, interrogato su quei rapporti, ne riferiva i motivi , chiarendo anche che non aveva dato voti e sostegno a Rosario e che anzi i voti della mafia, da cui era stato “posato”, erano andati ad altri”.

Nei mesi e negli anni seguenti Crocetta – afferma Malafarina- ha poi ottenuto la mia fiducia e la mia stima perché si è schierato a viso aperto e pubblicamente contro mafiosi, politici corrotti e malaffare rischiando la vita”

“Potrei fare un lungo elenco di singoli fatti ma mi limito a ricordare le indagini su una cosca mafiosa infiltrata nel comune di Gela in cui gestiva gli appalti, quella su Confindustria nissena, quella sugli appalti del petrolchimico, quella sulle estorsioni. Tutte indagini – ricorda – nelle quali Crocetta ha sempre avuto un ruolo di pubblico sostegno e a volte di specifica, puntuale e fondamentale denuncia”.

“Ricordo anche il fondamentale contributo di Rosario Crocetta nella nascita dell’associazione antiraket e, cosa inaudita in Sicilia, l’opportuno licenziamento dal Comune di Gela della moglie del capo indiscusso della più feroce e pericolosa cosca mafiosa di tutto il nisseno portato avanti da Rosario con coraggio e determinazione. Per queste indagini – aggiunge- e tanti altri episodi che si sono conclusi con l’affermazione dello Stato e della legalità, che hanno riscattato e liberato Gela, sono certo di potergli dare, assieme a tutta la mia stima, il certificato antimafia che tanto preoccupa una coscienza che si è risvegliata dopo anni di assordante silenzio”.

“Approfittando di tale clamoroso evento vorrei suggerire alla gentile senatrice di rivolgere lo stesso appello anche ai propri colleghi di partito. Penso a un senatore che la Cassazione indica nel 1974 come frequentatore di capimafia di rango o a quello che, in Lombardia , ha comprato i voti dalla mafia o a quelli che a Reggio Calabria hanno ceduto pezzi del Comune alla criminalità organizzata. Anzi, a tal proposito, suggerisco – afferma Malafarina- anche di chiedere aiuto proprio a Crocetta che già ha fatto arrestare a Gela gente che ci aveva provato”.
“Quanto alla tutela della memoria di Paolo Borsellino, con cui per anni ho avuto l’onore di aver lavorato, credo che questa coscienza che si risveglia turbata non possa insegnare a sua figlia cosa possa o debba fare: non mi risulta che ne abbia mai avuto a cuore la storia e, soprattutto, non mi sembra che ne abbia legittimazione. E credo – conclude- anche che sia necessario che più nessuno provi a tirare per la giacca Lucia Borsellino e il nome di suo padre sperando che un barlume di dignità illumini anche la propria vita politica.”.

NELLO DIPASQUALE: INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO

Più di trecento persone ieri sera a Poggio del Sole a Ragusa in un incontro pubblico che ha visto il candidato all’Assemblea Regionale Siciliana nella lista Crocetta Presidente, Nello Dipasquale e diverse componenti del mondo del lavoro. Incontro con la cittadinanza che è continuato questa mattina in giro per al città. A margine Nello Dipasquale ha dichiarato: “Un confronto aperto sulle tematiche che stanno, in questi giorni, interessando l’opinione pubblica e gli enti locali. Si sta per arrivare al punto di non ritorno ed io lo asserisco da tempo. Necessita una virata radicale che si muova in una nuova direzione. Il mio impegno e la mia  scommessa verte su questa voglia di aiutare e sostenere tutte le categoria lavorative sulle quali pesa il fardello di una crisi economica che non si vedeva da decenni. Comprendo la difficoltà delle amministrazioni e dei sindaci sui quali gravano difficoltà amministrative importanti e determinanti. Quello di Crocetta Presidente e di Nello Dipasquale all’ARS è un progetto importante che punta a scardinare un vecchio modo di fare politica. Un modo di fare politica con le chiacchiere che da tempo abbiamo bocciato. Spazio, tempo e determinazione alla politica dei fatti”.

DIPASQUALE SCRIVE A NAPOLITANO. “IMPORTANTE ANDARE A VOTARE”

“Fondamentale andare a votare. Il destino della Sicilia non può passare dal voto di pochi”. Lo sostiene il candidato all’Assemblea Regionale Siciliana nella lista Crocetta Presidente, Nello Dipasquale che, a tal proposito ha inoltrato una missiva al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Una missiva con la quale il Segretario Regionale del Movimento per il territorio chiede una atto di sensibilizzazione che lo stesso Napolitano dovrebbe rivolgere all’intero elettorato. Di seguito il corpo della lettera. “Ill.mo Signor Presidente, il momento vissuto dallo Stato Italiano e dagli Enti che lo compongono è particolarmente delicato. Chi Le scrive, sta testando con mano la caparbia volontà dell’elettorato nel non voler esercitare il proprio diritto al voto. La politica e nello specifico gli amministratori a vari livelli, hanno deluso immensamente, creando un profondo senso di sfiducia misto a profonda delusione. La Sicilia da sempre termometro politico della nostra nazione, potrebbe, nelle prossime consultazioni regionali del 28 Ottobre, segnare un capitolo negativamente storico del consenso popolare. La percentuale di coloro i quali sembrerebbero propensi a non votare cresce a dismisura e ad oggi tocca quota 48%. Inaccettabile. Non possiamo lasciar decidere ad una sparuta minoranza il futuro di una regione come la Sicilia che ha bisogno di ripartire dalla legalità e dalla politica tra la gente e per la gente. Per queste ragioni, sono convinto che sia di fondamentale importanza il Suo autorevole intervento per sensibilizzare le coscienze ed un elettorato che rappresenta l’unico strumento democratico capace di cambiare il corso delle cose. Prudenza non vuol dire inerzia, così come Lei stesso ha tenuto a ricordare. Prudenza è sinonimo di riflessione e pragmatismo; punti cardine per la riforma di un sistema politico – amministrativo. Il Suo intervento risulterebbe fondamentale e confortante anche in prospettiva. E’ ovvio come tale trend, in riferimento all’astensionismo, rischi di essere negativo monito trascinatore per le prossime nazionali. Confidando nel Suo indiscutibile buonsenso e nell’autorevolezza della Sua posizione istituzionale ed in attesa di una Sua risposta, le formulo i miei più sinceri saluti.

“La rivoluzione della dignità”: Crocetta a Ragusa

Abbiamo ascoltato con vero interesse l’On. Crocetta, che ha catturato l’uditorio con la forza e la chiarezza del suo discorso. Ha enunciato come principio fondante del suo programma e della stessa alleanza con partiti e movimenti diversificati la giustizia, troppo spesso assente dal panorama del malgoverno regionale. Giustizia che dà voce a tutti, anche alle donne, la cui presenza nelle istituzioni politiche, oggi così sparuta, dovrà crescere tramite il doppio voto di preferenza, che si è impegnato a introdurre nei primi 100 giorni. Giustizia che tutela i deboli: diversamente abili, colpiti da tagli indiscriminati all’assistenza; anziani soli, per i quali non si prevede l’aiuto a domicilio; disoccupati senza probabilità di riassunzione; giovani con competenze e titoli di studio elevati costretti a lasciare la Sicilia e anche l’Italia. Giustizia nella redistribuzione del guadagno a favore dei produttori agricoli, costretti oggi a vendere i prodotti sottocosto anche per le infiltrazioni malavitose nella filiera del trasporto e della distribuzione; nel risarcire sul piano delle infrastrutture, senza le quali non c’è sviluppo, i territori siciliani trascurati da una politica tradizionalmente “palermocentrica” o “cataniacentrica”; nel ridare respiro ai Comuni, bloccati da un patto di stabilità che impedisce perfino l’erogazione dei compensi ai fornitori, cioè a datori di lavoro che vedono in forse la continuità della loro impresa, e bloccati anche dai tagli e dai ritardi nei trasferimenti dei fondi, fino a non poter pagare gli stipendi ai dipendenti, come sta accadendo in varie città anche in provincia di Ragusa. Giustizia nel porre fine agli sprechi scandalosi di un ceto politico che impegna cifre astronomiche per foraggiare se stesso e i propri privilegi, per moltiplicare oltre ogni limite il numero degli incarichi esterni, per pensioni d’oro, mentre la povertà colpisce i ceti che prima si definivano medi. Giustizia nel riconoscere il merito di chi lavora e produce con fatica e con risultati eccellenti, ma senza aiuto da una Regione dai tempi burocratici “biblici”, perchè occorrono alcuni anni e passaggi fra più uffici prima che una pratica di concessione per un’impresa sia esitata.

Crocetta ha davvero presentato le linee della “rivoluzione della dignità”, una rivoluzione democratica che tutti noi possiamo combattere: basta andare a votare il 28 Ottobre e selezionare in ogni provincia candidati non uscenti, onesti, capaci e ricchi di esperienza amministrativa. Crocetta testimonia con la sua vita sotto scorta di avere già fatto e vinto la sua rivoluzione della dignità a Gela. Perchè non c’è dignità senza il coraggio di ribellarsi alla malavita organizzata che soffoca la Sicilia. E non c’è stata dignità in Sicilia se un presidente regionale è già in carcere e un altro sta per essere processato per collusione con la mafia.