AEROPORTO: FINANZIATI I COLLEGAMENTI STRADALI

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L’On. Nello Dipasquale in una sua nota dà notizia dell’avvenuto finanziamento dei collegamenti stradali che riguardano l’aeroporto di Comiso, la SS 115 e la SS 514 (Ragusa-Catania).

“La Commissione Lavori Pubblici all’Ars – spiega Dipasquale – ha dato il via libera approvando il progetto per un importo complessivo di 115 milioni di euro. Con i primi 30 milioni di euro provenienti dai fondi Pac e con i 16 milioni di euro messi a disposizione come cofinanziamento dalla Provincia regionale si potrà dunque pensare al primo stralcio funzionale in attesa di reperire il resto dei finanziamenti mediante risorse comunitarie. Questa buona notizia, che riguarda un progetto che fin da subito ho seguito in prima persona assieme all’assessore regionale alle Infrastrutture Bartolotta, si aggiunge all’altra assolutamente positiva che vede domani l’apertura dell’aeroporto di Comiso -ha aggiunto-. Una nuova pagina per l’area iblea sta per essere scritta. Ci sarà il nostro massimo impegno, in base alle nostre competenze, per poter rilanciare lo scalo aeroportuale. Il presidente Crocetta, a cui sta molto a cuore il futuro dell’infrastruttura aeroportuale, si sta già muovendo opportunamente cercando di coinvolgere le compagnie aeree. L’aeroporto apre e la Regione dà il via libera ai collegamenti stradali, due belle notizie che sono il segno tangibile della buona politica, quella dei fatti, non quella delle parole”.

IL PATTO DI STABILITÀ VERTICALE LIBERA CIRCA 230 MILIONI DI EURO

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Il patto di stabilità, imposto da normative tendenti ad evitare l’ampliarsi del deficit nel bilancio dei Comuni, è divenuto nei fatti un vincolo insensato e paralizzante, in nome del quale non si possono pagare fornitori e prestatori d’opera, pur essendo disponibili le somme necessarie nelle casse dell’ente locale, perché al di sotto di una cifra stabilita non si può scendere. La conseguenza, specie in un tempo di drammatica crisi, comporta un colpo mortale all’economia reale: se le imprese , spesso piccole e medie imprese locali, dopo avere svolto un lavoro per un Comune, non incassano il compenso dovuto, non possono versare il salario ai propri dipendenti, non possono pagare puntualmente le tasse, non possono affatto progettare investimenti per ammodernare o ampliare la loro attività. Spesso sono costrette a licenziare. Così, mentre da più parti si invoca l’intervento delle istituzioni per favorire il rilancio dell’economia, lo stato “divora se stesso”, costringendo la sua interfaccia più diretta con i cittadini, il Comune appunto, a essere inadempiente rispetto ai suoi impegni e impossibilitato a svolgere la sua funzione di erogatore di servizi, impedendogli soprattutto di realizzare progetti che potrebbero creare opportunità di sviluppo e ripresa produttiva.

Nello Dipasquale già da Sindaco aveva più volte denunciato gli effetti deleteri del patto di stabilità, così come era stato concepito, accresciuti in Sicilia dalla mancata adesione dell’allora governo Lombardo al patto di stabilità verticale, fatto proprio, invece, da tutte le altre regioni. Riportiamo un articolo che era stato pubblicato su questo sito il 25 Ottobre 2012 durante la campagna elettorale per le regionali, in cui Nello Dipasquale, allora candidato all’ARS, enunciava i dieci punti che avrebbe perseguito in maniera prioritaria, una volta eletto, in sinergia con il Presidente Crocetta.

“A pochi giorni dal voto Nello Dipasquale ha fatto il punto della situazione presentando i punti che vanno a formare il proprio programma elettorale. “Dieci punti programmatici – ha dichiarato Dipasquale – figli di spunti condivisi con i componenti del Movimento Territorio e con i responsabili di organizzazioni di volontariato, associazioni umanitarie ed esponenti della società civile. Il mio impegno così come ho dimostrato nelle vesti di Sindaco – ha aggiunto – sarà profuso senza limitazioni, per l’ottenimento di questo angolo di Sicilia dimenticato anche da chi lo ha rappresentato fino ad ieri. Tra i punti da attuare immediatamente c’è il taglio alle indennità ed alle missioni. Adotteremo anche all’Ars le misure di rigore che hanno contraddistinto la mia gestione del comune di Ragusa. Ci batteremo per l’apertura e la funzionalità dell’aeroporto di Comiso, i collegamenti stradali (la Ragusa – Catania e la Siracusa – Gela). Ma queste non sono le uniche opere che il territorio ibleo attende. Mi riferisco al completamento e all’apertura dell’ospedale di Ragusa di cui nessuno più parla. Altro punto fondamentale sarà una riforma capace di sostenere il comparto agricolo e zootecnico. Il comparto è fermo da troppo tempi, illuso dai piccoli interventi a singhiozzo contenuti in qualche articolo nelle finanziarie. Noi crediamo che il settore necessiti di una legge precisa che impegnerà tutte le categorie. Altri punti sono la valorizzazione delle risorse umane attraverso il volontariato e l’associazionismo sportivo e culturale; l’ottimizzazione del rapporto tra la Regione e gli Enti Locali, anche tramite il patto di stabilità regionalizzato; l’utilizzo a favore del territorio delle risorse del sottosuolo; politiche a sostegno dell’eolico e del fotovoltaico e la politica di valorizzazione e promozione della tipicità con il made in Sicily. Questi dieci punti rappresentano la base della nostra azione politica, una terapia d’urto da mettere in atto l’indomani del voto – conclude – per gettare le basi di una nuova stagione politica. Si tratta di punti fondamentali che abbracciano in maniera capillare tutto il territorio. Una grande sfida che mi vede coinvolto in prima persona insieme a Rosario Crocetta.”

DIPASQUALE: “UN GRANDE RISULTATO CHE RAPPRESENTA UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER L’ECONOMIA SICILIANA”.

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PATTO DI STABILITÀ PER I COMUNI: LE NUOVE DISPOSIZIONI DELLA REGIONE FAVORISCONO LA LIQUIDITÀ DEGLI ENTI LOCALI. DIPASQUALE: “UN GRANDE RISULTATO CHE RAPPRESENTA UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER L’ECONOMIA SICILIANA”.

Palermo – Importanti novità per tutti i Comuni siciliani. La Regione ha infatti previsto delle nuove disposizioni relative al rispetto del patto di stabilità per i Comuni. L’on.Nello Dipasquale, che già da sindaco di Ragusa e successivamente da candidato all’Ars aveva lanciato l’allarme, da deputato regionale ha seguito la vicenda oltre ad aver svolto in aula un intervento mirato rivolto all’assessore regionale agli Enti Locali. Le ultime novità riguardano il patto di stabilità verticale, appena siglato con l’Anci, l’associazione dei Comuni, che prevede l’abbattimento pari al 78% nel caso di Comuni con oltre 5000 abitanti e addirittura del 100% nel caso di Comuni con meno di 5000 abitanti. Significa che i tutti i Comuni siciliani avranno, già nel 2013, la possibilità di riattivare i pagamenti verso le imprese fornitrici. “Una vera boccata d’ossigeno per le imprese ma naturalmente un importante aspetto per i Comuni – spiega l’on. Nello Dipasquale – Il patto di stabilità era ormai divenuto un vero e proprio cappio al collo che soffocava i Comuni. Da sindaco avevo già più volte lanciato l’allarme e da deputato ho cercato di sensibilizzare il Governo regionale su questo aspetto. Continua a leggere

CROCETTA ELOGIA IL PROGETTO POLITICO DI GIOVANNI COSENTINI

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La folla è quelle delle grandi occasioni: l’Auditorium della Scuola dello Sport è colma: Giovanni Cosentini apre ufficialmente la sua campagna elettorale come candidato a sindaco di Ragusa, attorniato dai 150 candidati al Consiglio Comunale che si presentano nelle liste a lui collegate: Territorio, Ragusa Domani, Megafono-Lista Crocetta; Udc, Pd. Nello Dipasquale è assolutamente protagonista della manifestazione, perché è il leader del gruppo politico che ha espresso la candidatura di Cosentini, perché ha contribuito a tessere le alleanze, perché, soprattutto, è nel segno della continuità con le sue sindacature che è stato elaborato il progetto della candidatura di Cosentini. intervento nello Continua a leggere

130 MILIONI PER LA CULTURA

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Roma 16 maggio 2013. Oggi il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta è stato a Roma dove ha firmato un protocollo di intesa, tra Regione siciliana e il Ministero della Coesione Territoriale, alla presenza del Ministro Carlo Trigilia e dell’assessore ai Beni Culturali Maria Rita Sgarlata. Attraverso la sottoscrizione di questo accordo, viene ridefinita la governance del Poin. Si tratta un programma di risorse comunitarie che da lungo tempo erano inutilizzate per difficoltà del modello organizzativo, difficoltà che sono state risolte e superate grazie a questa intesa Stato – Regione, fortemente voluta dal governo Crocetta e che rende disponibili ingenti risorse, pari a 130 milioni di euro in fase di programmazione e destinati al potenziamento degli attrattori culturali in Sicilia. I fondi potranno essere destinati alla realizzazione di poli museali di eccellenza nei centri maggiormente significativi dal punto di vista culturale e turistico della Sicilia.

CROCETTA COMMENTA LA FINANZIARIA

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La Sicilia dipinta dal presidente della Regione Rosario Crocetta è un’isola che non vuole cambiare. Troppo avvezza ad abitudini del passato, come le continue proteste dei lavoratori. Davanti alla presidenza della Regione, infatti, anche oggi qualcuno manifestava contro l’azione del governo: questa volta (ancora una volta) erano i lavoratori della Formazione, quelli degli sportelli multifunzionali. Ma Crocetta ha riferito di un incontro con i sindacati in cui ha cercato di spiegare che le garanzie occupazionali, in realtà, ci sono e ci saranno, anche con la riforma della Formazione.

“Gli scioperi e le proteste sono immotivati – ha detto il presidente della Regione –  sinceramente non li capiamo. Tutti gridano ‘a lupo a lupo’, ma chi è che è stato licenziato finora? Abbiamo garantito la continuità lavorativa, e dopo il chiarimento con la Corte dei Conti, i dipendenti potranno anche percepire le somme arretrate”. Ma non si tratta solo della Formazione. “Ce ne hanno dette di tutti i colori”, ha lamentato il governatore: “Quando abbiamo proposto l’accorpamento dell’Ircac all’Irfis, o quando abbiamo chiesto una sospensione temporanea del finanziamento al Bellini per indagare sui 140 amministrativi che ci lavorano e non si capisce cosa fanno. Per non parlare del ticket di solidarietà. Ma bisogna distinguere le critiche che hanno un fondamento da quelle interessate, e le tasse non possono essere un tabu’. Basta che non colpiscano gli strati sociali più deboli”.          leggi l’articolo da SiciliaInformazioni

MARINA DI RAGUSA: RIASSEGNATA LA BANDIERA BLU

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Dipasquale: “Una conferma del lavoro svolto”

Ancora una volta Marina di Ragusa ottiene il riconoscimento della “Bandiera Blu”. A darne comunicazione è l’on. Nello Dipasquale che ha ricevuto da Roma le relative conferme. La Fee, a seguito dei controlli effettuati, è tornata ad assegnare la bandiera alla frazione marinara del capoluogo ibleo, che dunque continua a “brillare” per la qualità delle acque, per le spiagge dorate e per i servizi alla cittadinanza. “Tutti ricorderanno come fino a qualche anno fa c’erano addirittura degli scarichi fognari che finivano in spiaggia e dunque a mare – ricorda Dipasquale – Con vari progetti e con la riqualificazione del lungomare abbiamo lavorato per raggiungere positivi risultati che già più volte, in questi ultimi anni sotto la mia Amministrazione, sono stati praticamente certificati dalla Fee, organismo di importanza europea naturalmente super partes, che ha dunque assegnato la bandiera blu a Marina di Ragusa. Continua a leggere

Continuano riorganizzazione e tagli: è il turno dei Beni Culturali

 

Palazzo d'Orleans

Una giungla di uffici, una pletora di 305 dirigenti, un sistema di parchi senza confini, non delimitati, con i dirigenti che non conoscevano neanche l’estensione dell’area di loro competenza. «Re senza regni» li ha chiamati l’assessore regionale ai Beni culturali, Maria Rita Sgarlata, che da quando si è insediata ha fotografato un quadro di sprechi e inefficienze. Il nuovo assessore siracusano ha scoperto una sorta di poltronificio, dove ogni stanza era buona per erigerla a museo e piazzarci un dirigente. Così è nata la maxi riforma della struttura: intanto tramite una legge saranno riordinati i parchi e gli uffici corrispondenti, che in totale passeranno da 26 a 18. Poi la scure calerà su una ventina di strutture intermedie e tutta una serie di musei che passeranno sotto la gestione delle soprintendenze, e addio organi amministrativi.

                                 leggi l’articolo da Giornale di Sicilia