Presentato all’ARS disegno di legge per sostenere le famiglie in difficoltà

FB_IMG_1515688509995

Presentato al Parlamento siciliano, primo firmatario il Segretario alla Presidenza dell’ARS, on. Nello Dipasquale (PD), un disegno di legge che prevede misura di solidarietà, contro la povertà e per il sostegno alle famiglie in difficoltà.
“Lo scopo – spiega Dipasquale – è quello di far stanziare da parte della Regione una somma complessiva di 3milioni di euro annui nel triennio 2018-2020 in favore di famiglie che vivono in particolari condizioni di disagio con costante rischio di peggioramento”.
Nel disegno di legge sono previste diverse tipologie di contributi: mille euro una tantum per ogni figlio nato nel triennio; un contributo annuale di mille euro per le famiglie con almeno tre figli, maggiorato di 150 euro per ogni in più oltre il terzo; anche le famiglie con persone disabili percepiranno un contributo di mille euro; invece, per le famiglie che hanno a proprio carico uno sfratto esecutivo, al fine di sospendere tali procedure, in contributo ammonta a 3mila euro. Tutte le misure di intervento verrebbero regolate da graduatorie stabilite secondo criteri di reddito e sarebbero cumulabili tra loro.
“Mi auguro che i colleghi parlamentari comprendano l’importanza sociale di un provvedimento simile – dichiara Dipasquale – e che il ddl possa ottenere un largo consenso nella competente Commissione e poi a Sala d’Ercole”.

Palermo, 11 gennaio 2018

On. Nello Dipasquale (PD)
Segretario Presidenza ARS

L’Onorevole Dipasquale fa chiarezza sui conti della Regione

24232437_1509384829168341_8999044251283015156_n

Ieri il presidente della Regione Musumeci e l’assessore all’economia Armao hanno incontrato i giornalisti per una conferenza stampa sui conti della Regione,(http://m.livesicilia.it/2018/01/05/bilancio-regione-siciliana-conferenza-stampa-musumeci-e-armao_920084/) alla quale da vicepresidente della commissione bilancio della passata legislatura ho risposto cosi:

COMUNICATO STAMPA ON. NELLO DIPASQUALE (PD)

Dalla conferenza stampa del Presidente e dell’Assessore all’Economia emergono tutte informazioni vere e d’altronde non poteva essere diversamente vista la presenza del Ragioniere Generale, che lo ricordiamo è, ad oggi, lo stesso della parte finale del Governo Crocetta.

Il problema è che tali informazioni non vengono spiegate, contestualizzate e, talvolta, sono colpevolmente incomplete.

D’altra parte non servivano 15 esperti per scovare informazioni per la gran parte già presenti nel Rendiconto 2016, parificato dalla Corte dei Conti e approvato dall’ARS.

Vediamo allora le informazioni fornite e cerchiamo di contestualizzarle e completarle:

Disavanzo

Il valore del disavanzo è già indicato nel Rendiconto 2016, non è una novità, non è una notizia e non servivano 15 esperti. Ma da dove proviene? Deriva dall’operazione di cancellazione dei residui attivi non più esigibili, ossia di quei crediti generati dai governi antecedenti al Governo Crocetta che avevano bassissime o nessuna possibilità di essere riscossi (stiamo parlando, ad esempio, delle finte valorizzazioni immobiliari del Governo Lombardo). È una operazione obbligatoriamente richiesta dal dl 118/2013, auspicata da tantissimi anni dalla Corte dei Conti e coraggiosamente effettuata dal Governo Crocetta in totale allineamento con la Ragioneria Generale dello Stato e che ha ricevuto il plauso della Corte dei Conti, già nel giudizio di parifica del Rendiconto 2015.

Tale operazione, come previsto dal dl 118/2013, viene ammortizzata in 30 anni ed è stata completamente coperta nel Bilancio di Previsione per ciascun anno di competenza. Non è quindi un buco, ma un’operazione di trasparenza nei bilanci, che sana i disastri compiuti nei governi precedenti al Governo Crocetta.

La verità è, invece, che il Risultato di competenza per i fondi regionali (che alla fine è il vero indicatore della capacità di gestione di un Governo) è stato positivo per il 2015 e il 2016, dopo decenni di risultati sempre negativi.

Se questa è una notizia, è un’ottima notizia.

Indebitamento

Il valore dell’indebitamento è corretto e già presente nel Rendiconto 2016. È lo stesso valore ereditato dal Governo Lombardo. Il Governo Crocetta, in adempimento alle disposizioni comunitarie e nazionali (dl 35/2013), al pari di tutte le altre Regioni italiane, ha solo ristrutturato 2 miliardi circa di debiti commerciali a breve termine in debiti a lungo termine, consentendo di pagare 2 miliardi ai fornitori (e salvando così numerose aziende private) e di risparmiare 20 milioni di euro/anno di interessi passivi.

Il peso del debito per la Regione è basso (si leggano i giudizi delle Agenzie di rating) considerando il valore delle sue entrate. Ho già usato una metafora per spiegare la questione dicendo che equivale alla situazione di una persona che guadagna diecimila euro netti al mese e ne paga 500 di mutuo. Non mi pare una situazione disastrosa. Considerando che la Regione ha 13 miliardi di entrate anno e paga circa 600 milioni di rate di mutuo, la situazione è la stessa. Assolutamente sotto controllo. Nessun default all’orizzonte.

Quindi nessun bisogno di esperti e, ancora una volta, una buona notizia: il debito non è aumentato, è basso, sotto controllo e gli interessi passivi sono diminuiti.

Minori entrate

60 milioni in meno su IRPEF rispetto alle previsioni 2017. È vero. Nelle previsioni erano state stimate tra le entrate IRPEF, le maggiori riscossioni dovute alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Il valore a consuntivo è di circa 90 milioni, quindi 30 milioni in più. Tale valore, però, è stato contabilizzato su un altro capitolo (conto residui e non conto competenza). Quindi è vero che sul conto competenza mancano 60 milioni, ma sul conto residui ce ne sono 90 in più. Il saldo IRPEF è quindi 30 milioni in più.

Ancora una volta una buona notizia.

Le altre minori entrate dipendono principalmente dal ritardo con cui è stato ratificato in Consiglio dei ministri l’accordo IVA. Gli effetti positivi verranno contabilizzati nel 2018 e saranno maggiori di quelli previsti nel 2017. Quindi solo uno spostamento temporale ma con effetti benefici maggiori di quelli previsti. Nel 2018 inoltre ci sarà un doppio effetto positivo: il recupero del 2017 più gli effetti a regime del 2018.

Ancora una volta una buona notizia.

Debiti fuori bilancio

Sicuramente ce ne sono ancora e ancora ne emergeranno. Il Governo Crocetta tra il 2015 e il 2016 ha iscritto e coperto circa 450 milioni di debiti fuori bilancio che venivano dal passato, in alcuni casi da fine anni 90. Abbiamo coperto, senza piangere, quelli che abbiamo trovato e che non avevamo fatto. Il Governo Musumeci continui in questa direzione. 120 milioni di debiti sono decisamente meno di 450…beati voi!!

Accordi con lo Stato

Sono personalmente orgoglioso di avere portato tra i 2,5 miliardi e i 3 miliardi di euro l’anno di benefici al Bilancio della Regione Siciliana, così ripartiti:

● Accordo IRPEF 1,4 miliardi di maggiori entrate, 285 milioni di split payment sull’IVA (che nessuno ha intenzione di revocare; è sufficiente sapere leggere la legge), 600 milioni in meno di regolazioni contabili (oneri a carico del Bilancio regionale);

● Accordo IVA 120 milioni in più di entrate (70 milioni destinati alle province, 50 milioni di sblocco di flussi collegati) e 2-300 milioni in meno di regolazioni contabili.

Avevamo inoltre concordato un terzo accordo sull’imposta di bollo sui conto correnti che avrebbe portato almeno 100 milioni di euro in più dal 2018 rispetto al 2017, ma il Governo Musumeci non ha proseguito sulla strada intrapresa, perdendo una grossa opportunità.

Rispetto ai proclami in realtà il Governo Musumeci è andato in continuità sugli accordi, creando però qualche pasticcio di troppo.

Ha infatti dato l’ok in CdM all’accordo sull’IVA predisposto dal Governo Crocetta, e questo va bene, ma poi nella legge di stabilità ha fatto un pasticcio sull’IRPEF:

● Da un lato ha seguito la strada da noi intrapresa di escludere una serie di oneri dal calcolo dell’aumento della spesa corrente (es. spesa per disabili, per le province, interessi passivi su anticipazioni ex dl 35/2014), ma ha dimenticato l’esclusione più importante, ossia quella che limita la spesa corrente alla sola spesa finanziata da Fondi Regionali (escludendo ad esempio la spesa finanziata dal Fondo Sociale Europeo). Questa dimenticanza varrà con tutta probabilità una sanzione di 2-300 milioni sul Bilancio 2018;

● Dall’altro voleva sostituire il vincolo della riduzione della spesa corrente con uno sull’aumento degli investimenti; ma ha sbagliato a scrivere l’emendamento e invece di sostituirlo l’ha aggiunto, aumentandosi quindi i vincoli senza ottenere nulla in cambio

Ora il Governo Musumeci parla di imminenti revisioni di accordi, ma ci chiediamo: Che accordi si possono fare con le elezioni tra due mesi, le Camere ormai sciolte e nessuna possibilità di approvare una legge di copertura? E’ solo comunicazione nella migliore delle ipotesi o ignoranza nella peggiore.

Infine, la Finanziaria presentata in Giunta non era incompleta. Semplicemente si basava sulla ratifica di accordi con il Governo Nazionale già ben avviati che prevedevano maggiori entrate ed evitavano sanzioni. Ma il Governo Musumeci non ha finalizzato la gran parte di questi accordi. Ora si trova in difficoltà a reperire le coperture per le emergenze o per le promesse fatte in campagna elettorale e cerca, alzando il polverone, di nascondere la verità.

Palermo, 5 gennaio 2018

On. Nello Dipasquale, parlamentare regionale Pd