Coronavirus, on. Dipasquale (PD): “In Sicilia la quarantena extralarge!”

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“Non sempre le misure del Presidente Musumeci e del suo assessore alla Sanità Razza trovano condizioni ideali per l’applicazione: è il caso dei tamponi per coloro i quali, rientrati in Sicilia, sono stati sottoposti a isolamento per 15 giorni e che si ritrovano a doverne attendere anche altri 15 per avere l’esito dell’esame. Insomma, queste persone sono costrette a quarantena extralarge!”. Lo sostiene l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico e segretario alla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, accogliendo le segnalazioni che arrivano da più parti dell’isola per situazioni emergenziali alle quali sono costretti tanti cittadini, talvolta anche con i loro familiari, in attesa dell’esito di un tampone che tarda ad arrivare.
“Queste situazioni sono inammissibili – dice Dipasquale – e Musumeci e Razza sanno che provvedimenti come questo dei tamponi a tappeto, se non c’è una macchina organizzativa che funziona a dovere, rischiano solo di creare disagi ai cittadini siciliani. Da più parti dell’isola giungono notizie di lunghe attese per il tampone, con prolungamenti ingiustificabili del normale periodo di isolamento: non è possibile trasformare la normale quarantena, alla quale molti si sottopongono anche spontaneamente e di buon grado, in un’attesa infinita che arriva a raddoppiare il normale periodo di 14 giorni”.
“A ciò si aggiunge – spiega ancora il parlamentare dem – il caos venutosi a creare, ai primi di aprile, dalla mancanza di tamponi: chi terminava la quarantena veniva sottoposto a un triage telefonico e, in assenza di sintomi, veniva autorizzato a circolare liberamente. Ma con l’ordinanza di Musumeci dell’11 aprile, queste persone, registrate nel database della Regione e della Protezione Civile, al loro rientro, si sono dovute sottoporre al tampone attendendone l’esito in isolamento. Situazioni pirandelliane, persone in giro da 15 giorni obbligate a un nuovo isolamento in attesa dell’esito dell’esame”.
“Non è possibile – conclude il parlamentare ibleo – che i siciliani debbano subire tale superficialità da parte di chi detiene le redini della sanità, evidentemente inadeguato al ruolo. Il Governo regionale intervenga per riportare tutto alla normalità”.

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