Autonomia differenziata. Un dibattito che ne evidenzia le carenze

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Questa mattina, a Noto, presso il Seminario Diocesiano, ho partecipato all’incontro organizzato dalla rete delle associazioni contrarie a progetto del Governo nazionale sulla cosiddetta “Autonomia differenziata”.

L’incontro si è rivelato di grande valenza perché è servito a evidenziare gli danni che il disegno di legge Calderoli, se definitivamente approvato, arrecherebbe alla sanità e alla pubblica istruzione siciliane e del Meridione in generale.

La norma è già passata in Senato ed male hanno fatto i membri siciliani, ma di maggioranza (FdI, Lega, FI), della Camera alta del Parlamento a votare questo ddl.

Ci auguriamo che i siciliani della maggioranza alla Camera dei Deputati non la votino: sostenere questa norma e votarla vuol dire danneggiare i siciliani, vuol dire non volere il bene della Sicilia.

Vero è che per gli elettori sarà difficile rivalersi nei confronti di chi consentirà l’approvazione di questa norma iniqua perché da tempo, ormai, i posti in Parlamento sono “assegnati” dalle segreterie di partito grazie al pessimo sistema elettorale, ma i partiti dovrebbero pensare che i cittadini non sono così sciocchi da continuare a premiare chi lavora contro gli interessi dei territori e, in particolar modo, contro il Sud e la Sicilia.

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