

Ci prepariamo a festeggiare il ferragosto e, per farlo, spesso scegliamo il mare.
Lo stesso mare che per noi è sinonimo di festa, purtroppo si è trasformato ancora una volta in cimitero per ben 27 persone.
Dal primo naufragio del 3 ottobre 2013, continuiamo ad assistere a queste tragedie della disperazione, e ci siamo anche abituati al punto da non indignarci piu. Neanche innanzi alla morte di un neonato, colpevole di essere venuto al mondo dal lato sbagliato del Mediterraneo.
Purtroppo, anche il nostro Presidente Schifani resta in silenzio per non disturbare il governo nazionale e la sua narrazione della favola dell’Albania.
Gli sbarchi non si fermano perché la disperazione non ha confini… E purtroppo anche chi è morto, inclusi bambini innocenti, paga con il proprio sacrificio la nostra indifferenza.