

Ma il punto è ancora più grave. Mentre il Mediterraneo è attraversato da tensioni e conflitti che toccano direttamente la Sicilia – per la sua posizione strategica e per il ruolo che svolge – il Presidente della Regione continua a restare in silenzio.
Non è solo una questione politica. È una responsabilità istituzionale.
La guerra produce già effetti concreti anche sul nostro territorio: aumento dei costi dell’energia, rincari delle materie prime, difficoltà per famiglie e imprese. Di fronte a tutto questo, non si può restare fermi.
Per questo ho chiesto con forza l’istituzione immediata di un tavolo di crisi regionale: uno strumento necessario per monitorare i danni economici e mettere in campo interventi concreti a sostegno della Sicilia.
Servono presenza, visione e capacità di agire. Non il silenzio.
Il link del mio intervento: