

Oggi a Vittoria ho partecipato all’Assemblea elettiva provinciale di Confesercenti Ragusa.
Voglio complimentarmi per la scelta del tema: “Desertificazione commerciale: un’emergenza nazionale”. È un argomento di grande attualità, che riguarda da vicino anche la nostra provincia e, più in generale, il futuro dei centri storici italiani.
La progressiva scomparsa dei negozi di vicinato non è soltanto un problema economico. È una questione sociale, urbana e culturale. Quando chiude una bottega, quando una strada perde le sue attività commerciali, si impoverisce anche la vita quotidiana delle comunità: diminuiscono i servizi, si riduce la sicurezza percepita, cresce il degrado e si spegne una parte dell’identità dei luoghi.
Tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparsi circa 156 mila negozi di vicinato, con un calo da 11 a 8 attività ogni mille abitanti. È un fenomeno alimentato da e-commerce, grande distribuzione, discount e nuovi stili di vita, ma che non può essere subito passivamente.
Se vogliamo davvero rivitalizzare i centri storici, dobbiamo creare le condizioni perché tornino a essere luoghi abitati, vivi, moderni. In Sicilia questo significa anche consentire interventi di demolizione e ricostruzione degli immobili, applicando pienamente la legge regionale 13 del 2015, per garantire qualità abitativa, sicurezza, efficienza energetica e servizi adeguati.
I centri storici non si salvano solo con la nostalgia: si salvano riportando persone, famiglie, attività economiche e funzioni urbane. Per questo il tema posto oggi da Confesercenti merita attenzione e impegno concreto da parte della politica.


