Da anni dico in Aula che i cambiamenti climatici avrebbero reso sempre più frequenti e aggressivi fenomeni che un tempo consideravamo eccezionali.
L’ho detto nell’aprile del 2021, parlando di ondate di calore, incendi sempre più devastanti e cicloni sempre più violenti. E purtroppo quello che sta accadendo ci dimostra che quegli allarmi non erano esagerati.
Ma non mi sono limitato a denunciare il problema.
Con l’Intergruppo sui Cambiamenti Climatici abbiamo incontrato il presidente della Regione e gli abbiamo consegnato una relazione con proposte precise su ciò che la Sicilia dovrebbe fare: programmare, prevenire, confrontarsi con quei territori che questi fenomeni li affrontano già da tempo e preparare il nostro sistema a quello che ci aspetta.
Da allora, però, poco o nulla si è mosso.
E questo mi preoccupa enormemente, perché non possiamo continuare ad affrontare ogni incendio, ogni alluvione o ogni ciclone come se fosse un episodio isolato e imprevedibile.
Non basta contare i danni dopo. Non basta stanziare contributi quando ormai è troppo tardi.
Bisogna agire prima.
Lo dico ancora una volta in Aula: abbiamo una responsabilità enorme. E spero davvero che non arrivi il giorno in cui sarò costretto a rileggere quelle proposte dopo l’ennesima tragedia, magari quando avremo già dovuto piangere altre vittime.
La Sicilia deve prepararsi adesso.
Ecco uno stralcio del mio intervento in aula oggi: