PALERMO. Si apre il paracadute per gli operatori della formazione professionale siciliana rimasti senza contratto perché al lavoro in strutture coinvolte in inchieste giudiziarie o perché licenziati. Il Ciapi di Priolo, ente regionale che si occupa di attività formative, ha pubblicato il bando che mette a disposizione 1.415 posti per una durata di sette mesi con contratti di 36 ore settimanali, tutti ulteriormente prorogabili. A disposizione ci sono 35 milioni di euro di fondi comunitari che garantiranno l’avvio dei corsi per una platea di 5.700 allievi. Per presentare le istanze ci sono trenta giorni di tempo a partire dalla pubblicazione dell’avviso (avvenuta venerdì 20 dicembre) sul sito della Regione o sul sito del Ciapi, all’indirizzo www.ciapiweb.it.
Il personale resterà comunque in servizio dove avevano sede le strutture di provenienza, e cioè principalmente tra Catania, Messina, Palermo ed Enna. Diverse le sigle coinvolte, tutte inizialmente finanziate ma poi finite in inchieste giudiziarie o espulse dal sistema a causa di ritardi nel pagamento dei dipendenti o irregolarità nella gestione dei fondi pubblici: Anfe di Catania ed Enna, Anfes, Ancol, Aiprig, Aram, Eureka, Iraps, Ial, Informhouse, Lumen e Isvire.
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