

Questa mattina a Modica, presso il Teatro Garibaldi, per l’iniziativa promossa dalla Prefettura in occasione del Giorno della memoria, a 80anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz per ricordare la barbarie nazista e commemorare le vittime dell’olocausto.
Non dobbiamo dimenticare gli orrori e la carneficina umana compiuta dai nazisti di Hitler e dai fascisti per mano di Mussolini.
Voglio condividere con voi uno stralcio del messaggio di commemorazione dell’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice: “Senza memoria si rischia una nuova ondata di antisemitismo. Fare memoria della Shoah, dei sei milioni di ebrei assassinati nei campi di sterminio nazisti, è più che mai urgente. Senza memoria non è possibile sapere da dove si proviene, a che punto è giunto il cammino dell’umanità e verso dove si è diretti. Per questo – innanzitutto – non bisogna perdere la memoria del male che ha flagellato e devastato la Casa comune nel secolo passato”.
Ecco, allora, che per mons. Lorefice “occorre guardare in faccia il male e riconoscerlo. Indignarsi, denunciarlo e bandirlo. Oggi, invece, si tenta di mascherarlo di razionalità, di ineluttabilità; di blandirlo, di giustificarlo. Di negarlo. Si torna a pianificare la violenza con stragi di inermi e a razionalizzare la guerra che distrugge intere regioni e popolazioni, civili inermi, soprattutto donne e bambini, anziani e ammalati. A riarmarsi di armi sempre più micidiali e perniciose”.
Queste durissime parole di mons. Lorefice ci testimoniano che il germe razzista e omofobo, purtroppo non è stato sradicato, ma alimentato.
Appena una settimana fa si è insediato il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America che ha fatto della deportazione degli immigrati la sua bandiera e oggi ci mostra orgoglioso foto di uomini incatenati deportati perché hanno osato sperare in una possibilità di vita diversa, scappando dal loro paese.
Purtroppo quelle immagini non in tutti noi suscitano sdegno e condanna, ma vengono talvolta apprezzate come segno di forza e determinazione. Non c’e indignazione, ma sostegno a slogan che propagandano la chiusura, che discriminano gli uomini in base al luogo in cui si ha la sfortuna di nascere, dimenticando l’umanità, i bisogni e le speranze di chi lotta per una vita migliore.
Si cerca di blindare i confini delle nazioni e si propone non più una democrazia che rappresenti i bisogni di tutti, ma una plutocrazia in cui ricchi e potenti decidono nei loro interessi le sorti del mondo. La storia non ci ha insegnato abbastanza, le discriminazioni e le persecuzioni non ci hanno indignato a sufficienza, la memoria viene cancellata nel momento in cui i rigurgiti dell’estrema destra tornano a farsi sentire non solo in Europa, ma anche in quella che era stata considerata la patria della democrazia nel mondo: gli Stati Uniti d’America.
Eppure nessuno di noi può girarsi dall’altra parte e fare finta di nulla, non possiamo rimanere in silenzio e lasciare andare avanti messaggi e modelli basati su discriminazioni, deportazioni, potere indiscriminato nelle mani di pochi che non conoscono e non ascoltano i bisogni reali della gente, ma promuovono prevaricazione e prepotenza, non c’e piu rispetto dell’uomo e dei diritti umani, ma neanche della legge… Governano anche se condannati perché vince chi è più ricco e potente. Stiamo ripercorrendo all’incontrario la storia, stiamo ritornando al passato, a demonizzare il diverso, stiamo dimenticando la democrazia e la libertà, per concentrare il potere nelle mani di pochi che dovranno decidere le sorti del mondo. Non possiamo rassegnarci a tale scenario, mettere la testa sotto la sabbia, dobbiamo sapere da che parte stare, dobbiamo schierarci e scegliere in modo consapevole chi ci rappresenta e a quali modelli ispirarci.
Il fascismo e il nazismo non sono mai del tutto scomparsi e oggi ritornano presenti non solo nei simboli e nei gesti, ma soprattutto nelle azioni e nella pressante propaganda. Il tempo delle attese è scaduto, bisogna fare una scelta di campo per fermare questa deriva autoritaria che disprezza uomini, che lascia morire anche i bambini, e capire che se vogliamo per noi e per i nostri figli un mondo migliore e più giusto, non possiamo rimanere silenti e immobili a guardare, non dobbiamo lasciare che tutto passi (panta rei), bisogna arginare questa avanzata dell’estrema destra, difendere le libertà che i nostri padri ci hanno lasciato e che dobbiamo custodire e proteggere con forza e determinazione. Dobbiamo capire una volta per tutte che la nostra rassegnazione si traduce, nei fatti, in complicità. Se non scendiamo in campo e difendiamo la nostra libertà, il rispetto dell’umanità, dei diritti dell’infanzia, il diritto alla salute, la difesa delle donne, se non facciamo una scelta valoriale che non si traduca necessariamente nel carisma di un leader, ma nel bagaglio di valori che ci rappresenta, abbiamo già perso tutto.
Dobbiamo fare tesoro delle parole e del gesto del nostro Presidente della Repubblica Mattarella che, a Palermo, visitando la scuola De Amicis, ci ha ricordato che non possiamo chiuderci al mondo, ma dobbiamo essere capaci di accogliere e scegliere un mondo più giusto per tutti, che non si dimentichi dei più fragili, dei bambini così come degli anziani e degli ammalati, un mondo che accolga tutti e non solo i più ricchi e potenti!


