Il sogno americano soppiantato dall’incubo trumpiano

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Mentre ieri, a Palermo, il nostro Presidente della Repubblica col suo stile incisivo e discreto testimoniava con la sua visita alla scuola De Amicis l’impossibilità di chiudersi al mondo e alle sue diverse anime multiculturali, in quella che un tempo era la culla della democrazia si celebrava il ritorno all’oscurantismo e al protezionismo piu’ becero e populista.

Si celebrava, a più riprese, un copione a dir poco raccapricciante, sembrava di vivere un racconto di Orwell dai risvolti amari e desolanti.

Trump 2 è davvero delirante in ogni sua affermazione e mina il cuore della democrazia, mai stata così fragile ed in pericolo come adesso. Perché se è vero che la storia si ripete due volte… La prima è una tragedia e la seconda è una farsa… Lo scenario è già definito.

Forse andremo su Marte ma non per affermare un nuovo traguardo, ma per scappare da un pianeta Terra avvelenato e invivibile, non solo per gli eventi climatici devastanti che non possiamo disconoscere, ma anche per l’avere annientato qualsiasi speranza di umanità.

Il popolo americano non deve difendersi dal mondo chiudendosi a riccio su dazi e guerre commerciali che non avranno mai vincitori, ma che graveranno solo sul welfare della nazione con effetti devastanti. Le grandi crisi economiche, il protezionismo esasperato finiranno per rivoltarsi come un boomerang sull’economia americana e globale, creando terreno fertile per nuove guerre.

Il crollo delle importazioni ha come altra faccia della medaglia il crollo delle esportazioni, perdita di PIL, impoverimento dei paesi , povertà diffusa e guerre. Questo è quanto accaduto con la crisi del 1929 sfociata poi nella seconda guerra mondiale e oggi, purtroppo, si delinea all’orizzonte lo stesso scenario: non l’età dell’oro ma bensì l’età dell’ODIO in cui ci si ritrova tutti contro tutti e a pagarne i prezzi più alti saranno sempre i più deboli e non certo i creatori di criptovalute.

Il sogno americano è stato soppiantato dall’incubo Trumpiano, un nazionalismo protezionista che sposta la frontiera americana fino al Canada, alla Groenlandia e a Panama, per creare una enclave inaccessibile agli uomini e alle merci straniere. È partita l’offensiva americana all’UE e anche alla Cina e i venti di guerra si fanno sentire minacciosi mentre il nostro grande Presidente continua a inorgoglirci e a farci sentire un popolo piu maturo e responsabile parlando di apertura e accoglienza.

La vera bandiera della democrazia ieri ha sventolato a Palermo attraverso le misurate e preziose parole del nostro Presidente, testimonianza di una visione e di una sensibilità lontana un oceano da quella americana.

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