

Dopo il via libera della Corte Costituzionale alla legge sul salario minimo approvata in Puglia, è ancora più evidente che questa battaglia non solo è giusta, ma è possibile.
Anche all’Assemblea Regionale Siciliana giace da tempo un disegno di legge sul salario minimo, di cui sono primo firmatario e sottoscritto da tutto il gruppo parlamentare del PD.
Un testo che prevede, come in Puglia, una retribuzione minima di 9 euro l’ora negli appalti regionali, per contrastare il lavoro povero e garantire dignità a migliaia di lavoratrici e lavoratori.
In Sicilia troppe persone lavorano ma restano povere.
Una condizione inaccettabile, soprattutto in una regione che continua a essere fanalino di coda per occupazione e livelli salariali.
Per questo chiediamo che, conclusa la sessione finanziaria, l’ARS apra finalmente il confronto su questo disegno di legge.
Il salario minimo non è uno slogan, ma uno strumento concreto per dare risposte a chi non arriva a fine mese.
Continuare a rinviare significa voltare le spalle al lavoro e alla dignità delle persone.