

Ho l’impressione, sulla questione riordino delle Camere di Commercio di Sicilia, che qualcuno si sia convinto che la provincia di Ragusa e il suo ente camerale possano essere terra di conquista. Dimostrazione ne è la schifezza che è stata compiuta e cioè la decisione di accorpare la CamCom di Ragusa con quelle di Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani, realtà che in alcuni casi hanno poco o nulla a che fare col tessuto economico ragusano, il più in salute dell’isola. I parlamentari nazionali di Siracusa che hanno presentato questo disegno di legge hanno sbagliato nella forma e nella sostanza. Nella forma perché non hanno coinvolto il territorio e cioè le Istituzioni, i parlamentari, i sindaci e le associazioni della provincia di Ragusa; nella sostanza, invece, convinti di evitare l’accorpamento con Catania, sono riusciti a generare una mostruosità, facendoci accorpare con altre quattro province. Una mossa geniale, un capolavoro di strategia politica, complimenti. Sono certo che se quel confronto si fosse compiuto, la proposta di accorpamento si sarebbe schiantata contro la granitica resistenza di tutti i soggetti coinvolti. È necessario ora che il Presidente della Regione interrompa la posizione tiepida che ha avuto in questa vicenda per avviare un ruolo attivo, serio e in prima linea insieme a tutti noi, per dire no all’accorpamento con Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani, e trovare soluzioni diverse, per esempio che Ragusa da sola sia la quinta CamCom di Sicilia.
Questa la sintesi del mio intervento oggi alla CamCom di Ragusa durante la riunione organizzata dalla Consulta delle Associazioni di Categoria della provincia.