L’emergenza rifiuti permane senza tregua: le strade sono sporche, spesso l’immondizia rimane per giorni esposta davanti alle case dei cittadini e se non la si vede in giro è solo perché o abbiamo deciso di tenerla in casa, per mantenere un minimo di decoro, o perché è stipata in luoghi dedicati pronta per essere trasportata fuori dalla Sicilia, probabilmente all’estero, con costi enormi che a breve troveremo nelle bollette della TARI.
Se la situazione è diventata così grave bisogna cercarne le ragioni in chi ha governato negli ultimi anni portandoci fino a questo punto. Ci sono dei responsabili politici: il primo è senza dubbio Musumeci che con la sua inerzia e il suo disinteresse ha ignorato fino alla fine il problema; nella città di Ragusa invece, il responsabile politico numero uno per l’emergenza rifiuti è Giovanni Iacono, attuale assessore della Giunta Cassì. Nel 2014 Iacono era presidente del Consiglio comunale e in quella veste presentò e si fece approvare un emendamento per eliminare dal programma triennale delle opere pubbliche l’ampliamento della discarica di Ragusa, progetto da me lasciato alla città. Bisognava solo essere consequenziali e procedere con i lavori. Probabilmente oggi la città di Ragusa avrebbe potuto mantenere il suoi abituali decoro e pulizia, così come era solita essere fino a qualche anno fa, unica in Sicilia a non soffrire l’emergenza rifiuti… Invece…