

Dopo la figuraccia di metà gennaio, quando Musumeci è arrivato terzo nella votazione dei delegati da mandare a Roma per eleggere il Presidente della Repubblica, il presidente della Regione è venuto oggi pomeriggio in aula a relazionare su una crisi che egli stesso ha aperto e chiuso da solo nell’arco di pochissimi giorni – senza risparmiare parole al vetriolo per alcuni deputati di maggioranza – e durante il suo intervento, lasciando basiti tutti, è riuscito a negare l’esistenza della crisi e a rinnovare l’impegno con la maggioranza, come se non fosse successo niente.
Intanto il Parlamento siciliano, per questo “niente” è rimasto fermo per quasi un mese, mentre la situazione generale nell’Isola è drammatica, dall’emergenza Covid alle Camere di Commercio, le riforme ancora ferme (penso a quella sulla forestazione, quella sui Consorzi di Bonifica o quello sulla casa). Un altro giorno perso per nascondere la polvere sotto il tappeto…
In tutto questo, inoltre, la maggioranza ha fatto sì di ridurre il più possibile il tempo dedicato agli interventi riservato alle opposizioni nel tentativo di imbavagliarle.
Per fortuna questa legislatura, che è un’esperienza drammatica che la Sicilia non merita, si avvia al termine…