Infrastrutture Sicilia, on. Dipasquale (PD): “Necessario osservatorio regionale per un progetto complessivo dell’isola”.
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Un documento di opposizione all’avviso per le osservazioni /opposizioni in merito al rilascio della concessione demaniale trentennale per la realizzazione dell’impianto eolico offshore denominato “Scicli”, che dovrebbe sorgere proprio davanti alla costa sciclitana con opere di connessione ricadenti anche nel Comune di Ragusa, è stato presentato dall’on. Nello Dipasquale e proposto ai sindaci iblei che, oggi pomeriggio, presso il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, si sono riuniti su invito del Commissario Piazza.
“Domani scade il termine ultimo perentorio per presentare le osservazioni – dichiara Dipasquale – ma su questa vicenda è necessario approfondire il più possibile tutti gli aspetti tecnici, quindi il territorio ha bisogno di tempo per farlo. Personalmente sono convinto che la realizzazione di impianti eolici a mare comportino conseguenze negative sulla navigazione, sulla pesca e sul paesaggio. C’è tutta una serie di prescrizioni che regolerebbero in modo nuovo la navigazione intorno alle aree interessate e parliamo di milioni di metri quadri di aree marittime che potrebbero essere interdette. Non abbiamo contezza di quali saranno (se ci saranno) i vantaggi per il nostro territorio, nessuno è venuto a spiegarceli. Né ci è stato spiegato cosa ne sarà dell’impianto dopo i trent’anni di concessione: chi smonterà i pali eolici? Chi ci garantisce che ciò verrà fatto? I costi di dismissione saranno enormi e nessuno può assicurare che fra tre decenni non ci ritroveremo con degli impianti rifiuto vaganti per il Mediterraneo. Nessuno pensi che si possa venire a sfruttare il territorio dando in cambio solo le briciole e, per giunta, lasciando il cimitero delle pale eoliche in eredità alle future generazioni. Per questo ho chiesto ai sindaci della provincia e al Commissario Piazza di firmare questa opposizione che ho preparato per rinviare i termini. Sono lieto che gli amministratori locali abbiano voluto cogliere il mio invito a firmare il documento – conclude Dipasquale – perché serve un confronto schietto tra gli organi di competenza e l’azienda affinché tutti gli aspetti della vicenda vengano chiariti”.