Al fianco degli agricoltori della provincia di Ragusa alla manifestazione a Palermo

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Questa mattina a Palermo insieme ai sindaci Aiello e Cutello, al fianco degli agricoltori della provincia di Ragusa che si sono riuniti alla manifestazione degli agricoltori in corso da mercoledì.

Purtroppo assistiamo a un fenomeno che sta strozzando i settori agricolo e zootecnico di Sicilia, ma bisogna fare un passo indietro, fino agli anni ‘50: con le riforme agrarie di quel periodo, in Sicilia prima e nel resto d’Italia poi, i latifondisti si videro spacchettare i propri terreni per essere ridistribuiti ai braccianti che, a loro volta, divennero piccoli imprenditori. La possibilità di sfruttare meglio le superfici e fare cooperazione centralizzando la vendita dei prodotti, resero grande la Sicilia. Oggi sta per verificarsi il contrario: la grave crisi incide a tal punto sugli imprenditori agricoli impoverendoli tanto da costringerli a vendere aziende e terreni a favore di nuovi “latifondisti”. E ciò accade con la complicità più o meno consapevole del Governo regionale e del Governo nazionale. I Governi smentiscano questa tesi mettendo ” in campo” azioni concrete di sostegno al settore, come l’adeguamento dei prezzi di vendita dei prodotti in proporzione all’aumento dei costi di produzione, la denuncia dello stato di crisi del comparto, l’aumento dei controlli e l’adeguamento dei parametri di qualità e del regime sanzionatorio sulle merci importate, interventi per contrastare la diffusione di malattie virali negli allevamenti.

Non solo. Da Roma e Palermo i Governi devono intervenire rivedendo i criteri di distribuzione degli aiuti comunitari che arrivano alle aziende con il PSR: vanno interessati prioritariamente i piccoli produttori anziché le grandi aziende. In ultimo, ma non per importanza, è necessario dare liquidità alle aziende agricole e zootecniche innanzitutto riconoscendo loro quote adeguate quali ristori per i sempre più frequenti eventi calamitosi.

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