Il patto di stabilità, imposto da normative tendenti ad evitare l’ampliarsi del deficit nel bilancio dei Comuni, è divenuto nei fatti un vincolo insensato e paralizzante, in nome del quale non si possono pagare fornitori e prestatori d’opera, pur essendo disponibili le somme necessarie nelle casse dell’ente locale, perché al di sotto di una cifra stabilita non si può scendere. La conseguenza, specie in un tempo di drammatica crisi, comporta un colpo mortale all’economia reale: se le imprese , spesso piccole e medie imprese locali, dopo avere svolto un lavoro per un Comune, non incassano il compenso dovuto, non possono versare il salario ai propri dipendenti, non possono pagare puntualmente le tasse, non possono affatto progettare investimenti per ammodernare o ampliare la loro attività. Spesso sono costrette a licenziare. Così, mentre da più parti si invoca l’intervento delle istituzioni per favorire il rilancio dell’economia, lo stato “divora se stesso”, costringendo la sua interfaccia più diretta con i cittadini, il Comune appunto, a essere inadempiente rispetto ai suoi impegni e impossibilitato a svolgere la sua funzione di erogatore di servizi, impedendogli soprattutto di realizzare progetti che potrebbero creare opportunità di sviluppo e ripresa produttiva.
Nello Dipasquale già da Sindaco aveva più volte denunciato gli effetti deleteri del patto di stabilità, così come era stato concepito, accresciuti in Sicilia dalla mancata adesione dell’allora governo Lombardo al patto di stabilità verticale, fatto proprio, invece, da tutte le altre regioni. Riportiamo un articolo che era stato pubblicato su questo sito il 25 Ottobre 2012 durante la campagna elettorale per le regionali, in cui Nello Dipasquale, allora candidato all’ARS, enunciava i dieci punti che avrebbe perseguito in maniera prioritaria, una volta eletto, in sinergia con il Presidente Crocetta.
“A pochi giorni dal voto Nello Dipasquale ha fatto il punto della situazione presentando i punti che vanno a formare il proprio programma elettorale. “Dieci punti programmatici – ha dichiarato Dipasquale – figli di spunti condivisi con i componenti del Movimento Territorio e con i responsabili di organizzazioni di volontariato, associazioni umanitarie ed esponenti della società civile. Il mio impegno così come ho dimostrato nelle vesti di Sindaco – ha aggiunto – sarà profuso senza limitazioni, per l’ottenimento di questo angolo di Sicilia dimenticato anche da chi lo ha rappresentato fino ad ieri. Tra i punti da attuare immediatamente c’è il taglio alle indennità ed alle missioni. Adotteremo anche all’Ars le misure di rigore che hanno contraddistinto la mia gestione del comune di Ragusa. Ci batteremo per l’apertura e la funzionalità dell’aeroporto di Comiso, i collegamenti stradali (la Ragusa – Catania e la Siracusa – Gela). Ma queste non sono le uniche opere che il territorio ibleo attende. Mi riferisco al completamento e all’apertura dell’ospedale di Ragusa di cui nessuno più parla. Altro punto fondamentale sarà una riforma capace di sostenere il comparto agricolo e zootecnico. Il comparto è fermo da troppo tempi, illuso dai piccoli interventi a singhiozzo contenuti in qualche articolo nelle finanziarie. Noi crediamo che il settore necessiti di una legge precisa che impegnerà tutte le categorie. Altri punti sono la valorizzazione delle risorse umane attraverso il volontariato e l’associazionismo sportivo e culturale; l’ottimizzazione del rapporto tra la Regione e gli Enti Locali, anche tramite il patto di stabilità regionalizzato; l’utilizzo a favore del territorio delle risorse del sottosuolo; politiche a sostegno dell’eolico e del fotovoltaico e la politica di valorizzazione e promozione della tipicità con il made in Sicily. Questi dieci punti rappresentano la base della nostra azione politica, una terapia d’urto da mettere in atto l’indomani del voto – conclude – per gettare le basi di una nuova stagione politica. Si tratta di punti fondamentali che abbracciano in maniera capillare tutto il territorio. Una grande sfida che mi vede coinvolto in prima persona insieme a Rosario Crocetta.”