PALERMO – Un intervento lungo 78 minuti per respingere analizzare i fatti, spiegare ma soprattutto respingere le accuse di chi ha presentato la mozione di sfiducia. Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta tira fuori tutta la sua verve e arte oratoria per fare puntualizzazioni sul lavoro fatto: i tagli alla spesa, le trenta denunce presentate alla magistratura sul settore della formazione professionale, il taglio al proprio stipendio che è ora di 7.600 euro. Al culmine di un dibattito cominciato alle 12, Crocetta cita la Bibbia, il Vangelo, Cicerone, e prova a smontare pezzo per pezzo tutte le tesi contenute nella mozione di sfiducia presentata dai grillino e da altri deputati (Lista Musumeci e altri). E’ diretta ai grillini e in particolare al loro capogruppo e già candidato alla presidenza della regione Giancarlo Cancelleri la gran parte delle risposte, delle spiegazioni. Crocetta evoca ma non dice pur avendolo fatto in passato ma è ovvio che ha chiari i nodi, i punti che stanno alla base di alcune posizioni politiche. Lo dice Crocetta: «La mozione di sfiducia presentata dai grillini è legata all’Irsap che è una vicenda tutta nissena».
Ma è il deputato ragusano Nello Dipasquale a far chiarezza e a spiegare le cose facendo i nomi e i cognomi, spiegando a tutti che Cancelleri è dipendente di tale Lo Cascio, dal 2007 presidente dell’associazione Liberi imprenditori e che molto si è speso a difesa dell’ingegnere Pietro Di Vincenzo, l’imprenditore che è stato al vertice di Confindustria Caltanissetta e dell’Ance regionale cui è stato sequestrato un patrimonio di 260 milioni per mafia e che è finito in carcere con accuse varie. E Dipasquale ha lasciato chiaramente intendere chi fossero i mandanti degli attacchi di Cancelleri contro l’Irsap, l’Istituto per le attività produttive che ha inglobato i dieci Consorzi per lo sviluppo delle aree industriali in alcune delle quali (Caltanissettatra queste) sono state riscontrate gravi irregolarità.
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