Sicily’s first openly gay governor wins support with anti-mafia crusade
Proponiamo l’articolo, sebbene in inglese, perché lo riteniamo un riconoscimento prestigioso e meritato.
PALERMO, Italy — Of the last two men to sit in Sicily’s palatial governor’s office, one is up on criminal charges and the other is doing hard time. Enter their successor, Rosario Crocetta — the unlikeliest politician ever to govern Cosa Nostra country.
Back when he was mayor of a coastal town plagued by mob violence, Crocetta took on the dons, combating the ingrained practice of pizzo, or forced protection payments, while helping put hundreds of gangsters behind bars. His anti-mafia revolution led crime boss Daniele Emmanuello to call for his assassination, with police subsequently arresting a series of mobsters for plots against his life.
Since winning the governor’s job nine months ago, Crocetta has taken his crusade island-wide, kicking a hornet’s nest as he strengthens anti-mafia laws and takes aim at the cronyism, waste and corruption that turned Sicily’s treasury into the gift that kept giving. But to get this far, the 62-year-old former Communist with a penchant for sea-blue spectacles first had to tackle another powerful adversary: masculine stereotypes in Italy’s macho south.
Forniamo una nostra traduzione per agevolare la lettura dell’articolo:
IL PRIMO GOVERNATORE SICILIANO DICHIARATAMENTE GAY CHE OTTIENE IL CONSENSO CON UNA CROCIATA CONTRO LA MAFIA
Dei due ultimi uomini che hanno occupato la poltrona di governatore della Sicilia, uno ha avuto una condanna penale e l’altro è sotto processo. Vi presentiamo il loro successore, Rosario Crocetta – il più sorprendente politico che mai abbia governato l’isola attanagliata da Cosa Nostra.
Quando in precedenza rivestiva la carica di Sindaco di una città costiera flagellata dalla violenza mafiosa, Crocetta sfidò i boss mafiosi, contrastando la radicata pratica del pizzo, o imposizione di versare somme sotto minaccia, mentre contribuiva a sbattere dietro le sbarre centinaia di mafiosi. La sua rivoluzionaria lotta contro la mafia indusse il capo-mafia Daniele Emmanuello a dare ordine di assassinarlo, con il conseguente arresto da parte della polizia di una serie di mafiosi che attentavano alla sua vita.
Da quando è stato eletto governatore nove mesi fa, Crocetta ha esteso la sua battaglia in tutta l’isola, suscitando un vespaio a mano a mano che potenzia le leggi anti-mafia e prende di mira il clientelismo, gli sprechi e la corruzione che ha trasformato le casse siciliane in un pozzo senza fondo cui attingere illegalmente per interessi privati. Ma per arrivare a tanto, il sessantaduenne ex-comunista con un debole per gli occhiali azzurro-mare ha dovuto prima contrastare un altro potente avversario: gli stereotipi del maschilismo siciliano sulla virilità.
“Sono un omosessuale, cosa che considero una caratteristica data da Dio, e non l’ho nascosto affatto”, dice con una Malboro accesa fra le labbra scuotendo la testa con un riso rauco. Parlando del successo della sua elezione a governatore, esclama: “Il fatto che io sia qui è pressoché incredibile. Sono ancora stupefatto”.
In Europa politici dichiaratamente gay stanno incrinando il muro invisibile del pregiudizio come mai prima d’ora, raggiungendo negli ultimi anni il ruolo di primo ministro in Belgio e Islanda e detenendo l’alta carica di ministro degli esteri in Germania, centrale decisionale di quell’area geografica. Anche in Italia – la sola grande nazione dell’Europa Occidentale priva di qualsiasi forma di riconoscimento legale per le coppie omosessuali- un candidato gay, Nichi Vendola, ha vinto le elezioni come governatore della Puglia, nel sud Italia, sette anni fa. Nonostante la profonda resistenza presente ancora in Italia riguardo i diritti gay, Vendola è stato rieletto senza problemi ed è ora un leader nazionale della sinistra italiana.
E tuttavia la vittoria di Crocetta in Sicilia – un bastione dei conservatori della Chiesa Cattolica, del maschilismo e della mafia – ha lasciato perfino i difensori dei diritti gay stupefatti, ribaltando l’immagine di maniera di un Sud Italia meno socialmente avanzato del più ricco Nord. Infatti se adottiamo il parametro del numero dei presidenti di regione (carica rivestita da Crocetta, corrispondente a quella del governatore di uno stato degli USA) dichiaratamente gay, il Sud è in testa rispetto al Nord per 2 a 0.
“Avere Crocetta in Sicilia è come avere un gay dichiarato eletto governatore dell’Alabama”, ha detto Ivan Gasparotto, un membro del parlamento nazionale e difensore milanese dei diritti gay. “Ma l’aspetto più notevole è che il suo orientamento sessuale è divenuto un piccolo dettaglio per gli elettori. Questo è dovuto a ciò che ha fatto” contro la mafia.
In Sicilia l’orientamento sessuale di Crocetta ha suscitato meno polemiche di altri aspetti della sua personalità politica. I suoi critici più accaniti lo definiscono un maestro di populismo con un’attitudine da teatrante che non si ferma davanti a niente per segnare punti a suo favore in politica. La decenza non è una qualità che sembra tenere in gran conto. Il mese scorso si è presentato a una cerimonia commemorativa della II Guerra Mondiale con più di un’ora di ritardo, suscitando inoltre le ire dei dignitari americani col dire che gli alleati avevano distrutto la casa della sua famiglia. Voleva accattivarsi la base più estremista, dicono i suoi avversari, quando ha temporaneamente sospeso la costruzione della parabola satellitare americana agitando un possibile rischio per la salute.
Nello Musumeci, l’avversario della destra che lui ha battuto nell’ottobre scorso, insiste che Crocetta è un fuoco di paglia che ha vinto perché la crisi economica italiana e una serie di scandali per la corruzione hanno inasprito gli elettori contro i politici tradizionali. “In qualsiasi altro momento, sarebbe stato visto come un alieno in Sicilia, non come un rivoluzionario”, lamenta critico Musumeci.
A tutto ciò, Crocetta semplicemente alza le spalle, offrendo la sua spiegazione della vittoria. Scegliendo lui, i Siciliani si sono mostrati pronti ad accogliere una soluzione radicale al flagello antico della criminalità organizzata.
“La libertà inizia quando tu ti alzi in piedi e ti ribelli”, afferma Crocetta. ” La Sicilia si è alzata e cammina sui suoi piedi. Che cosa sta avvenendo qui? Una rivoluzione culturale. Io non so se avremo successo, ma è il momento di provarci.
Coadiuvato da una giunta che vede una predominanza di donne, Crocetta ha annullato contratti pubblici in cui si annida la corruzione, nominato un giudice anti-mafia a capo di un importante settore di servizi pubblici e ha voluto una legge per sostenere i testimoni dei crimini mafiosi. Ha anche aperto un canale di comunicazione con gli investigatori del tribunale di Palermo che, ci dicono ,ha portato all’apertura di 20 indagini. Gli è stata assegnata una scorta h-24, e un piano di protezione che comporta il cambiamento continuo di residenza. Il suo principale obiettivo finora, dichiara, è stato sbrogliare un labirinto di milioni di euro di fondi sprecati e di cattiva gestione lasciato dai suoi predecessori. ” Tutti mi vogliono”, dice scherzosamente nel suo ufficio, quando un assistente porta una nota che lo mette al corrente di un’altra telefonata ancora. “Oh, non lei” dice con una smorfia quando gli dicono chi è in linea. ” E’ una nevrotica e suo figlio è sostanzialmente un gay”.
Nell’aspetto e nelle maniere, ricorda Harvey Girestein, se Harvey Firestein avesse recitato il ruolo di un governatore anti-mafia della Sicilia e avesse corso per l’Oscar.
Sposato con la Sicilia
Un giornale di destra si riferiva abitualmente a lui come “il candidato gay a governatore”. I suoi avversari politici, dice Crocetta, distribuivano di nascosto foto false in cui era apparentemente coinvolto in un atto sessuale. Ad un certo momento, ebbe i titoli di apertura quando promise che si sarebbe astenuto dal sesso e avrebbe “sposato la Sicilia” se fosse stato eletto. Descrive la dichiarazione – presa alla lettera in Italia – come una risposta sarcastica a un giornalista troppo interessato alla sua vita privata.
” E’ la più grande idiozia che abbia sentito in vita mia”, ha detto Crocetta dell’ossessione nazionale circa la sua promessa di castità.
Come il Presidente Obama sulla questione della razza, Crocetta è stato preso nel vortice fra chi lo vede come troppo gay e chi lo vede come non abbastanza gay. Ha autorizzato l’uso di contributi pubblici per l’annuale festival del Gay Pride a Palermo, ed è divenuto il primo governatore siciliano che abbia partecipato. Ma non ha messo le leggi sui diritti dei gay in cima alla sua agenda. Dice di essere personalmente favorevole al matrimonio gay, ma ” la Sicilia non è pronta per questo”.
Una battaglia combattuta in prima persona
Crocetta , figlio di un artigiano povero e di una sarta, dice che la sua lotta senza quartiere contro la mafia ha preso forma decenni fa. Mentre lavorava in un impianto petrolchimico siciliano, scoprì la profondità delle infiltrazioni mafiose nell’economia locale. Nel 1990 fu sconvolto da una strage mafiosa in una sala-giochi nella sua città natale, Gela, che lasciò otto ragazzi uccisi. Due anni più tardi, l’amministrazione della città fu sciolta dalle autorità nazionali perché era irrimediabilmente in mano alla criminalità organizzata.
Nel 2002, si candidò a sindaco di Gela e fu dichiarato vincitore un anno a causa di brogli elettorali. Fondò un programma di aiuti per le aziende costrette a versare il pizzo alla mafia. Dopo essere stato rieletto nel 2005 ed essere stato per un periodo al Parlamento Europeo, si è candidato lo scorso anno a governatore con quella che lui chiama l’unica linea di programma: “Contro la mafia”.
I suoi avversari dicono che l’immagine che Crocetta presenta di sé è troppo positiva per essere vera. Ma se i suoi primi mesi da governatore servono da indizio, i giudici anti-mafia dicono che è sulla giusta strada.
“Sta fornendo un continuo flusso di informazioni, chiedendo ai suoi assessori di cooperare con noi, chiamando personalmente e venendo di persona da me” dice Leonardo Agueci, procuratore aggiunto di Palermo. “Io non posso ancora dire dove tutto questo ci porterà, ma posso affermare che non avevamo mai visto niente di simile da parte di un governatore”.