

Non possiamo restare a guardare mentre in Sicilia vengono distrutti i servizi essenziali, a partire dalla sanità per finire al trasporto pubblico dell’AST. È in atto una logica che non ci appartiene: quella di demolire i servizi pubblici per poi favorire i privati.
Mentre il governo si limita a nominare presidenti e consigli d’amministrazione, il servizio muore. Le conseguenze? Sono sotto gli occhi di tutti, come i licenziamenti che stanno colpendo in questi giorni la città di Modica. È inaccettabile che siano sempre le province più piccole e fragili a venire mortificate da queste scelte.
Dopo dieci anni di politiche distruttive, serve un’inversione di tendenza netta. Le scelte politiche si misurano con i fatti e con le risorse: servono investimenti finanziari forti per tutelare quello che è di tutti.
Oggi, nel mio intervento all’ARS sulle variazioni di bilancio ho chiesto che le risorse vengano destinate prioritariamente alla tutela dei servizi pubblici essenziali.
Il video del mio intervento in aula: