

Oggi sono stato presente all’incontro sulla Sanità siciliana, con particolare riferimento ai problemi nei pronto soccorso, promosso dal presidente del Consiglio Comunale di Chiaramonte Gulfi Giovanni Noto e al quale hanno aderito tutti gli altri presidenti dei civici consessi della provincia di Ragusa.
Si è trattato di un’occasione di grande rilevanza perché sono state messe al centro del confronto le criticità della Sanità siciliana e della emergenza\urgenza, con il preciso intento di riportare ai vertici del Governo regionale il malessere dei territori.
Purtroppo da diversi anni ormai segnalo il fatto che la sanità pubblica è ridotta a un lumicino, con gravi carenze nei servizi all’utenza che, a sua volta, spesso rinuncia ad avvalersi di questi servizi per le lunghe attese per esempio nella medicina di prevenzione ed è costretta a rivolgersi ai privati.
Temo che se non arriveranno presto risposte concrete, ai cittadini non rimarrà altro che la protesta di piazza.
Nel mio intervento davanti ai sindaci e ai presidenti dei Consigli Comunali della provincia, ho proposto la costituzione di una piattaforma programmatica da sottoporre all’assessorato regionale alla Salute per chiedere risorse e strumenti che rendano migliori le condizioni di accesso a questi servizi.
Tuttavia, da qualche giorno ho una preoccupazione in più dopo l’approvazione al Senato del ddl Calderoli che porterà l’Italia Meridionale e la Sicilia a livelli ancora più bassi nelle prestazioni per i cittadini, comprese quelle sanitarie.
Anche da questo passerà il futuro della qualità della Sanità in Sicilia e bisognerà condurre una battaglia a parte.


