

Di fronte a una finanziaria che cresce — da circa 1,3 a quasi 1,4 miliardi — tagliare risorse all’istruzione pubblica è una scelta grave e vergognosa. Ancora più grave farlo mentre si riducono del 50% le borse di studio, si colpisce l’edilizia scolastica e si privilegia l’istruzione privata.
Né la maggioranza piò liquidare la protesta degli studenti come “questioni ideologiche”. Qui non c’entra il comunismo come ha detto vergognosamente qualche giorno fa un ministro, qui c’entra il diritto allo studio.
I ragazzi che ieri hanno protestato chiedevano solo una cosa: sostegno concreto per poter studiare. Nulla di ideologico, tutto tremendamente reale.
Per noi del Partito Democratico, insieme a tutte le forze di opposizione, questa sarà una battaglia dura e determinata. Perché senza investimenti su scuola e università non c’è futuro, né per la Sicilia né per i suoi giovani.
Il video del mio intervento in aula: