

Questa mattina si è riunita la Prima Commissione parlamentare, che ha finalmente ascoltato il Comune di Ispica, con la presenza del sindaco e delle organizzazioni sindacali, sulla grave situazione dei lavoratori che attendono l’integrazione oraria a 35 ore, indispensabile per garantire i servizi essenziali alla città.
Il punto critico La richiesta di convocazione della Commissione era stata presentata dal Comune il 6 novembre. La Commissione è stata convocata dopo quasi un mese e mezzo, quando nel frattempo la Commissione Bilancio aveva già chiuso i lavori sulla finanziaria, distribuendo risorse a enti locali e precari.
La vera anomalia Le risorse per i lavoratori di Ispica — e per altri Comuni nelle stesse condizioni di dissesto — avrebbero potuto e dovuto essere inserite in finanziaria. Il ritardo ha fatto sì che il provvedimento arrivi ora in Aula senza alcuna copertura per questi lavoratori.
Oltre il danno, la beffa Dopo mesi di promesse, con una finanziaria da 1 miliardo e 300 milioni di euro, oggi i lavoratori di Ispica scoprono che di loro non si è occupato nessuno.
Auspichiamo che in Aula si possa finalmente porre rimedio, ma resta l’amarezza per una gestione che ha lasciato indietro lavoratori e servizi essenziali.
Il modo superficiale e disimpegnato di affrontare la questione da parte del Presidente della Commissione on. Abbate è evidente anche nel mancato invito all’audizione dei deputati iblei.
Queste le richieste del sindaco:

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